“Punti UCI per i fuggitivi”, l’idea di Thomas De Gendt per incentivare le fughe nel ciclismo
Per tanti anni, il nome di Thomas De Gendt è stato associato alle fughe. Nella sua carriera da professionista, durata dal 2009 al 2024, il belga ha reso una vera e propria arte l’azione che anima la corsa e, in fondo, detta i ritmi della narrazione del ciclismo. Senza una fuga, la maggior parte della competizione sarebbe soltanto un lungo, lento procedere del plotone verso il tratto decisivo, senza una storia da raccontare prima della battaglia finale. Il tira e molla tra i fuggitivi, agnelli sacrificali che a volte vivono la giornata di gloria, e l’implacabile gruppo è invece spesso l’essenza delle giornate più monotone nel calendario ciclistico.
Negli ultimi anni, però, la tendenza ad andare in fuga è abbastanza diminuita. Per il gruppo è sempre più facile fare i conti giusti per andare a ricucire sugli attaccanti di giornata, che finiscono con lo spendere energie (quasi) inutilmente. Se un tempo la fuga era giustificata dalla “visibilità”, il sistema dei punti UCI premia sicuramente di più il risultato, anche se questo è un piazzamento, che la semplice presenza nella fuga di giornata. La conseguenza è che in fuga ci si va sempre di meno, spesso solo in giornate in cui c’è una possibilità, anche se bassa, di arrivare in fondo.
Così Thomas De Gendt ha pensato a una proposta per invogliare le fughe. Il belga in carriera ha vinto due tappe al Tour de France, due al Giro d’Italia e una alla Vuelta a España, sempre andando all’attacco da lontano, per un totale di 17 successi da professionista. Nessuno come lui, insomma, può sperare in un ciclismo con più fughe. Con un breve tweet, il classe ’86 ha spiegato la sua idea: “Dare punti UCI per i chilometri spesi in fuga. Un punto ogni 5 chilometri“.
Una proposta breve, che però prova a dare risposta a uno dei problemi del regolamento UCI con i punti. Il tweet nasce infatti come risposta a un utente che aveva scritto: “Scegliendo a chi dare le WildCard in base al ranking UCI, Prudhomme sta intenzionalmente scoraggiando le squadre a mettere corridori in fuga“. Come si diceva in precedenza, infatti, il ragionamento è semplice: se andando in fuga non si prendono punti ma arrivando al traguardo nei primi 15 sì, tanto vale risparmiare le energie e puntare a un piazzamento. Il quindicesimo posto in una tappa del Tour de France, infatti, vale 5 punti UCI, tutto sommato un buon bottino.
Ovviamente, la proposta di Thomas De Gendt è quasi una provocazione e, nel caso, andrebbe studiata nei dettagli. Non è facile infatti stabilire con certezza il chilometro in cui inizia una fuga e in cui termina, né se un contrattaccante debba essere considerato in fuga anche quando chiaramente non ha possibilità di vincere la tappa. Inoltre, bisognerebbe capire come considerare le circostanze in cui, per esempio, la formazione di ventagli porterebbe alla presenza di una ventina di uomini al comando, in quella che formalmente può essere considerata fuga ma anche banalmente il gruppo di testa. Intanto, resta la sensazione che, ad oggi, essere un fuggitivo sia un atto di coraggio ed eroismo, senza troppe possibilità di veder ripagare i propri sforzi.
Award UCI points for km’s spend in the breakaway. 1 point per 5km.
— Thomas De Gendt (@DeGendtThomas) February 6, 2026
| Crea la tua squadra per il FantaGiro d'Italia: montepremi minimo di 7.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










